Tutto sui prestiti a protestati per lavoratori autonomi

Al contrario di quello che si può pensare, esistono diverse tipologie di finanziamenti rivolte ai soggetti protestati o pignorati che non possono fornire garanzie o che non possono effettuare la cessione del quinto dello stipendio.

L’economia moderna che, come si suol dire, è fondata sul debito è un’economia formata da un continuo scambio di dati relativi ai debitori delle Banche, e questo fa in modo che in caso di protesto o pignoramento, diversi canali di credito vengano chiusi dagli istituti. 

Tuttavia, anche in caso di soggetti che hanno problemi con i pagamenti, i cosiddetti “Cattivi Pagatori”, è possibile accedere al credito, e questo tipo di accesso varia in base alla tipologia di soggetto.

In questo caso ci riferiamo ai soggetti che non possono acconsentire alla cessione del quinto dello stipendio per diversi motivi o perché, semplicemente, sono senza busta paga in quanto sono disoccupati o sono lavoratori autonomi.

Inoltre, anche i soggetti che sono lavoratori dipendenti (e quindi hanno una busta paga) possono rifiutarsi di cedere il quinto dello stipendio dando in garanzia il proprio TFR.

Prestiti Protestati Lavoratori Autonomi

Iniziamo con un chiarimento: chi sono i lavoratori autonomi protestati? I lavoratori autonomi protestati sono tutti quei soggetti che non hanno uno stipendio fisso, quindi hanno difficoltà ad accedere al credito. Inoltre, sono protestati perché non sono riusciti a fare fronte agli impegni economici presi e questo fa in modo che se questi soggetti vogliono richiedere un prestito, per loro risulti più difficile farsi aprire una linea di credito di qualunque tipo.

Per ottenere il finanziamento, i lavoratori autonomi protestati dovranno esporre la loro situazione ad un esperto del settore, che deciderà di aprire una linea di credito o meno. In ogni caso, comunque, i lavoratori autonomi dovranno dimostrare di essere in grado di far recuperare alla società che offre il finanziamento tutta la somma finanziata.

I lavoratori autonomi si suddividono in tre principali categorie, che sono: Possessori di Partita IVA, Collaboratori non dipendenti e Ditte Individuali.

I possessori di Partita IVA che richiedono un finanziamento, devono presentare i vari documenti contabili richiesti dagli Istituti di Credito, in modo da poter attestare che sono in grado di restituire l’importo finanziato. In alcuni casi potrebbe anche essere richiesta una Visura Camerale per attestare la “vecchiaia” della Partita IVA e quindi dimostrare che il soggetto lavora da diversi anni. Questo farà in modo che l’Istituto possa erogare più facilmente il finanziamento.

Ovviamente, esistono delle limitazioni, che sono regolate dalla legge ma non solo, visto che ogni Istituto può autoregolamentarsi.

La stessa situazione vale anche per i prestiti protestati per le Ditte Individuali e per i Collaboratori non dipendenti, visto che tutte queste categorie non possono garantire un reddito fisso.

La “forza” di questi soggetti però, è quella di poter dare delle garanzie materiali (come, ad esempio, i macchinari da lavoro o la propria casa) oltre che fare la richiesta di un finanziamento accompagnati da un garante: un soggetto su cui l’Istituto può rifarsi nel momento in cui il soggetto che ha richiesto il finanziamento non può far fronte all’impegno economico preso.

Prestiti Protestati senza lavoro o senza garante

In questa categoria, però, rientrano anche i disoccupati e quindi, parliamo di soggetti che non hanno nessun tipo di introito. Come dice il nome stesso, questi prestiti sono rivolti a soggetti che non hanno un reddito comprovato ma hanno la necessità di liquidità.

Anche questi soggetti però, possono avere accesso al credito, visto che non sempre è necessaria la presenza di una busta paga o di un garante. In questo caso, la situazione è leggermente più complessa, visto che la busta paga è la dimostrazione concreta che un soggetto ha la capacità di restituire il prestito richiesto.

In certe situazioni, infatti, alcuni di questi soggetti dispongono di un reddito che non è direttamente derivante da lavoro dipendente o autonomo ma, per esempio, dall’affitto di un immobile, quindi l’Istituto di Credito potrà rifarsi su quel reddito.

Vista la situazione dei soggetti che sono senza garanzie finanziarie a causa della mancanza di una busta paga o semplicemente non hanno altri tipi di garanzie, adesso vediamo la situazione di quei soggetti che non hanno un garante, ovvero un soggetto terzo che garantisca per la loro richiesta di finanziamento.

Il garante, infatti è una garanzia solida, visto che in molte occasioni è un soggetto che ha un rapporto duraturo con l’Istituto di Credito e sicuramente non è mai stato considerato un “Cattivo Pagatore”.

In questo caso, si può ricorrere ad una particolare tipologia di prestito, detto “Prestito Cambializzato”.

Questa tipologia di finanziamento avviene mediante l’emissione di un determinato numero di cambiali dall’Istituto di Credito che devono essere firmate da entrambe le parti in causa.

In questo caso però, il costo del finanziamento cresce, vista l’incertezza da parte dell’Istituto di Credito di recuperare in toto l’importo finanziato. Di conseguenza, chi richiede un prestito cambializzato deve prestare molta attenzione ai costi dell’operazione perché, come già detto, la controparte potrà applicare tassi molto più elevati del normale.

Prestiti Cattivi Pagatori

Prima di iniziare a parlare dei prestiti ai Cattivi Pagatori, iniziamo con il capire chi sono questi soggetti: a differenza dei protestati, i cattivi pagatori sono quei soggetti che hanno effettuato con ritardi frequenti i pagamenti o non hanno assolto al pagamento di alcune rate di un finanziamento nonostante la spinta di solleciti da parte delle Agenzie Creditizie o degli Istituti di Credito.

Anche i Cattivi Pagatori possono avere accesso al credito, e questa pratica ormai è sempre più diffusa, dove molti soggetti ricorrono all’indebitamento per poter aprire un’attività propria. Purtroppo però, non sempre riescono a far fronte ai propri impegni economici e questo fa sì che risultino segnalati come Cattivi Pagatori. Ma questo ormai non è più un problema, visto che ormai quasi tutti gli Istituti di Credito o le Agenzie Creditizie hanno attivato degli appositi canali per questo tipo di soggetti.

Visto che questo tipo di soggetti, non avendo la busta paga, non possono richiedere un finanziamento con la cessione del quinto dello stipendio, la situazione si fa leggermente più complicata, e in questo caso troviamo solitamente una soglia di 30’000 euro che gli Istituti di Credito o le Agenzie Creditizie mettono a disposizione.

Ovviamente, anche in questo caso dovranno essere fornite delle garanzie, che verranno valutate da chi prenderà in carico la richiesta di finanziamento.

Approfondimenti sui prestiti a protestati:

Per compilare questo articolo sui finanziamenti a chi ha subito un protesto ci siamo basati sulla guida di prestitimag.it, una delle più complete dedicate al credito non solo ai protestati, ma anche ai cattivi pagatori e ai pignorati.

Per conoscere in modo più approfondito le conseguenze di un protesto potete vedere anche questo approfondimento di credifamiglia, che da maggiori dettagli in ambito legale e normativo.

Ci auguriamo di avervi dato tutte le informazioni possibili su questa forma di finanziamento, per qualsiasi questione non chiara, contattateci per maggiori informazioni!